Mercoledì fra l’Ottava di Pasqua
Resta con noi perchè si fa sera
Mercoledì 3 aprile - San Riccardo di Chichester (Inghilterra, 1197-1253)
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 24,13-35)
Ed ecco, in quello stesso giorno, [il primo della settimana], due [dei discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto.
Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Ed ecco, in quello stesso giorno, [il primo della settimana], due [dei discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto.
Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Spunto di meditazione e preghiera personale:
Luca ci presenta ancora la difficoltà dei discepoli a riconoscere in Gesù il Figlio di Dio. Due di loro sono sulla via di Emmaus (anche qui un luogo evocativo, per un Israelita: nel primo libro dei Maccabei, al cap. 4, è descritta la grandiosa battaglia vinta qui da Giuda Maccabeo contro i Seleucidi, un fatto fondamentale all'epoca per l'indipendenza di Israele).
Essi parlano ancora increduli e addolorati di quanto avvenuto quando Lo incontrano, ma non lo riconoscono, i loro occhi sono ancora velati, non come la Maddalena dal pianto, ma dalla difficoltà a rinunciare al messianismo glorioso e potente, quello di Giuda appunto... insomma, dalla difficoltà a credere. Addirittura raccontano a Gesù tutta la Sua Passione, ma come fosse come quella di un profeta "finito male", non dell'atteso Messia.
Ma qualcosa evidentemente li ha toccati, un seme di quella Parola che lo sconosciuto ha spezzato con loro, e quindi invitano il "Viandante" a condividere con loro la frugale cena. Solo allora, quando Gesù spezza il pane,recita la benedizione e glielo offre, ecco calare improvvisamente il velo della durezza dai loro cuori... ora è tutto chiaro, Gesù è vivo e davvero vittorioso, sulla morte, è tornato fra loro. Proprio nell'istante della consapevolezza, Gesù sparisce e la normalità della vita riappare, ma nulla sarà più come prima e lo stupore e la consapevolezza del mistero incarnato, trasfigurato e rivelato non li lascerà mai più! Da questo riprendono forza per il cammino, ormai nella notte, che però non fa più paura, per ricongiungere la loro testimonianza a quella di Pietro, della Chiesa nascente.
Preghiamo assieme affinché ogni giorno possiamo incontrare Gesù in ogni nostro atto quotidiano con lo stesso stupore, consapevolezza ed Amore dei due discepoli!
Essi parlano ancora increduli e addolorati di quanto avvenuto quando Lo incontrano, ma non lo riconoscono, i loro occhi sono ancora velati, non come la Maddalena dal pianto, ma dalla difficoltà a rinunciare al messianismo glorioso e potente, quello di Giuda appunto... insomma, dalla difficoltà a credere. Addirittura raccontano a Gesù tutta la Sua Passione, ma come fosse come quella di un profeta "finito male", non dell'atteso Messia.
Ma qualcosa evidentemente li ha toccati, un seme di quella Parola che lo sconosciuto ha spezzato con loro, e quindi invitano il "Viandante" a condividere con loro la frugale cena. Solo allora, quando Gesù spezza il pane,recita la benedizione e glielo offre, ecco calare improvvisamente il velo della durezza dai loro cuori... ora è tutto chiaro, Gesù è vivo e davvero vittorioso, sulla morte, è tornato fra loro. Proprio nell'istante della consapevolezza, Gesù sparisce e la normalità della vita riappare, ma nulla sarà più come prima e lo stupore e la consapevolezza del mistero incarnato, trasfigurato e rivelato non li lascerà mai più! Da questo riprendono forza per il cammino, ormai nella notte, che però non fa più paura, per ricongiungere la loro testimonianza a quella di Pietro, della Chiesa nascente.
Preghiamo assieme affinché ogni giorno possiamo incontrare Gesù in ogni nostro atto quotidiano con lo stesso stupore, consapevolezza ed Amore dei due discepoli!
