Martedì della III Settimana di Pasqua
Non Mosè, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo
Martedì 16 aprile - San Fruttuoso, Vescovo
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6,30-35)
In quel tempo, la folla disse a Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”».
Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».
Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».
In quel tempo, la folla disse a Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”».
Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane».
Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».
Spunto di meditazione e preghiera personale:
La folla, il popolo dei Giudei che ha seguito Gesù prima sul monte (moltiplicazione dei pani e dei pesci), poi sul Lago di Tiberiade ed ancora a Cafarnao, nella sinagoga (come Giovanni chiarisce, nello sviluppo del brano): lì continua il confronto con Gesù.
Sono gli 'irriducibili', quelli più fortemente determinati a non perdere contatto con quest'uomo straordianrio che finalmente ha dimostrato di essere diverso da tutti gli altri, uno che "i problemi li risolve ", un potenziale Messia che si sa accreditare con gli stessi segni di Mosè (il "pane dal cielo" = la manna).
Hanno appena chiesto, implicitamente, che Gesù continui sulla strada intrapresa (altro pane, altro cibo... lo abbiamo visto ieri); ora, dopo la 'strana' risposta di Gesù che non è in sintonia, che apparentemente 'smonta' l'impalcatura delle loro aspettative, rilanciano, chiedonodogli altri segni... maggiori certezze, garanzie. Richiamano espressamente la figura di Mosè, che aveva dato ai loro padri affamati la manna nel deserto, un segno tangibile di amore e disponibilità verso il popolo sofferente: questo è il loro unico paramentro, la rivelazione Veterotestamentaria, perchè è ciò che conoscono e che hanno sperimentato in secoli di storia precedente.
Chi pensa di essere questo Gesù Nazareno, che fa riferimento ad un Padre Celeste (e quindi si professa Figlio di Dio) e che per giunta parla di 'vita eterna' e di un 'pane spirituale' che dona questa vita eterna? Come fare a fidarsi di Lui? E’ vero ha fatto dei prodigi, ma potrebbe essere un semplice profeta o addirittura un tentatore ed un impostore venuto da Satana! I giudei tentennano, ma poi dicono anche: se tu ne sei in grado, dacci questo pane sempre!
Non aprono il cuore a qualcosa di nuovo, stentano a fare quel salto di qualità nel rapporto con il Signore... noi in teoria siamo più fortunati, perchè conosciamo lo sviluppo di tutta la vicenda, pur non avendo visto... ma siamo capaci di credere che Gesù è il nostro pane di vita eterna?
Non aprono il cuore a qualcosa di nuovo, stentano a fare quel salto di qualità nel rapporto con il Signore... noi in teoria siamo più fortunati, perchè conosciamo lo sviluppo di tutta la vicenda, pur non avendo visto... ma siamo capaci di credere che Gesù è il nostro pane di vita eterna?

