sabato 13 aprile 2013

Sabato della II Settimana di Pasqua

 

Videro Gesù che camminava sul mare

Sabato 13 aprile 2013 – San Martino I, Papa e martire 
Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 6,16-21)

Venuta la sera, i discepoli di Gesù scesero al mare, salirono in barca e si avviarono verso l’altra riva del mare in direzione di Cafàrnao.
Era ormai buio e Gesù non li aveva ancora raggiunti; il mare era agitato, perché soffiava un forte vento.
Dopo aver remato per circa tre o quattro miglia, videro Gesù che camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Sono io, non abbiate paura!».
Allora vollero prenderlo sulla barca, e subito la barca toccò la riva alla quale erano diretti.


  

Spunto di meditazione e di preghiera personale:

La giornata miracolosa sul monte è appena terminata, tutti si sono saziati nel corpo e nello Spirito dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci.Ma i più restano delusi e sconcertati, nonostante i segni prodigiosi: Gesù non vuole essere il loro re, il condottiero che ripete le gesta di Mosé (la manna dal cielo), ma intende offrire  a tutti - alla folla e ai Suoi discepoli - un'altra salvezza, un'altra redenzione, che passa attraverso un pane dell'Esodo diverso dalle azzime spezzate dal popolo di Israele a Pasqua... Gesù salverà attraverso il Suo corpo spezzato e frantumato per noi, per i nostri peccati, nel Suo esodo a Gerusalemme.Gli apostoli, che non hanno colto il significato profondo del segno, si allontanano con la barca con cui sono arrivati, senza Gesù, che intanto si è fermato sul monte a pregare e di proposito li ha lasciati soli.Il loro cuore è indurito, gli occhi sono ancora velati dall'incredulità, dall'incapacità di comprendere: per questo Gesù vuole metterli di fronte alle loro paure e alle loro resistenze interiori più profonde, quelle apparentemente 'invincibili' (la tempesta notturna sul lago, che il vento sembra minacciare, è per i pescatori dell'epoca la quintessenza di quanto più spaventevole ci sia). Un 'muro' interiore deve cadere, qui.La crisi notturna sembra paradossalmente aggravata dalla presenza della misteriosa figura che va loro incontro camminando sulle acque: gli apostoli si spaventano, non lo credono possibile, sono talmente bloccati dalla paura della non-conoscenza, dall'impossibilità di gestire la difficoltà, di controllare gli eventi, da non riconoscere il loro stesso Maestro, colui che li ha scelti per stare al Suo fianco. Eppure Lui si dimostra Signore, vittorioso su quell'oscurità e su quel mare infido e oscuro, che incute terrore. Lo fa proclamando il santo Nome di Dio: "Io Sono"... Lui è Dio, Lui vince sulla morte.A quelle parole finalmente si svegliano dal torpore delle tenebre e si aprono con fiducia alla Sua voce, alla parola del Kyrios, del Signore: è un'anticipazione dell'esperienza pasquale, la paura che tormenta l'uomo da dopo il peccato originale (in Gn 3 appare per la prima volta... non appartiene al disegno di Dio, la paura!) è finalmente sconfitta. Subito le acque si calmano... torna il sereno... approdano senza fatica e senza sforzo ("subito") alle sponde avite e familiari per ricominciare con Gesù il cammino di Fede e di Speranza verso la Pasqua eterna.