Mercoledì della III Settimana di Pasqua
Questa è la volontà del Padre: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna
Mercoledì 17 aprile - San Simeone, Vescovo e martire / S. Roberto Abate
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6,35-40)
In quel tempo, disse Gesù alla folla:
«Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai! Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete.
Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».
In quel tempo, disse Gesù alla folla:
«Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai! Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete.
Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».
Spunto di meditazione e preghiera personale:
In questi giorni la liturgia continua a proporci il cap. 6 del Quarto vangelo.
Gesù approfondisce sempre di più, nel dialogo con i giudei a Cafarnao, riportato per esteso da Giovanni, il Dono fatto il Padre all'umanità. Cristo è il regalo con cui Dio ha rallegrato la nostra vita, l'ha cambiata radicalmente, coinvolgendosi fino in fondo nella vicenda umana nella persona del Figlio, inviato per noi sulla terra.
Così non solo ci ha riscattati dalla nostra condizione di lontananza da Lui, di 'vuoto' (dal peccato, insomma), spostando anche l'asse della nostra attenzione dal 'conoscere', dal bisogno di 'controllare' (quell'atteggiamento primordiale che nasce dalla rottura del rapporto fiduciale col padre e che portò Adamo ed Eva al peccato originale, quello che 'fonda' tutti gli altri) al 'VIVERE'. Al centro del giardino di Eden c'era, in effetti, non la conoscenza, ma la VITA.
Per questo Gesù ci rivela l'unica 'fissazione' di Dio, l'unico pensiero e desiderio ricorrente in Lui (noi ne abbiamo molti, per lo più vani...) verso di noi: quello di salvare tutti, tutta la Creazione - come dirà S. Paolo in Ef 1, 9-11 (un passo molto bello e utile per la riflessione personale) - affinché nulla vada perduto ma partecipi della vita eterna, della comunione definitiva con Lui.
Che desiderare di più? E tutto è raggiungibile con un atto di fede! Il Padre vuole la salvezza per tutti i Suoi figli, è arrivato il momento, chiede solo di essere pronti, di tenere le luci sempre accese... viviamo già il giorno della redenzione, ma ci dice che se rimarremo saldi nella fede arriverà anche il giorno promesso della trasfigurazione definitiva, in cui staremo sempre con Lui... e allora cerchiamo di tenere sempre accesa la lampada della fede nei nostri cuori!
Gesù approfondisce sempre di più, nel dialogo con i giudei a Cafarnao, riportato per esteso da Giovanni, il Dono fatto il Padre all'umanità. Cristo è il regalo con cui Dio ha rallegrato la nostra vita, l'ha cambiata radicalmente, coinvolgendosi fino in fondo nella vicenda umana nella persona del Figlio, inviato per noi sulla terra.
Così non solo ci ha riscattati dalla nostra condizione di lontananza da Lui, di 'vuoto' (dal peccato, insomma), spostando anche l'asse della nostra attenzione dal 'conoscere', dal bisogno di 'controllare' (quell'atteggiamento primordiale che nasce dalla rottura del rapporto fiduciale col padre e che portò Adamo ed Eva al peccato originale, quello che 'fonda' tutti gli altri) al 'VIVERE'. Al centro del giardino di Eden c'era, in effetti, non la conoscenza, ma la VITA.
Per questo Gesù ci rivela l'unica 'fissazione' di Dio, l'unico pensiero e desiderio ricorrente in Lui (noi ne abbiamo molti, per lo più vani...) verso di noi: quello di salvare tutti, tutta la Creazione - come dirà S. Paolo in Ef 1, 9-11 (un passo molto bello e utile per la riflessione personale) - affinché nulla vada perduto ma partecipi della vita eterna, della comunione definitiva con Lui.
Che desiderare di più? E tutto è raggiungibile con un atto di fede! Il Padre vuole la salvezza per tutti i Suoi figli, è arrivato il momento, chiede solo di essere pronti, di tenere le luci sempre accese... viviamo già il giorno della redenzione, ma ci dice che se rimarremo saldi nella fede arriverà anche il giorno promesso della trasfigurazione definitiva, in cui staremo sempre con Lui... e allora cerchiamo di tenere sempre accesa la lampada della fede nei nostri cuori!
