mercoledì 10 aprile 2013

Mercoledì della II Settimana di Pasqua

Dio ha mandato il Figlio nel mondo, perché il mondo sia salvato per mezzo di lui


Mercoledì 10 aprile - Santa Maddalena di Canossa, vergine (1774-1835)

Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,16-21)

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».


Spunto di meditazione e preghiera personale:

Continua nel Vangelo di Giovanni il dialogo tra Gesù e Nicodemo che affronta il punto centrale della predicazione di Gesù ed anche la motivazione della Sua venuta al mondo: Il Padre che è nei cieli - Dio è Padre di tutti gli uomini - ha mandato il Figlio per vincere il peccato e la morte - riscattando l’uomo dal peccato originale - e donandogli la vita eterna. Si ristabilisce così l’equilibrio iniziale dell’Eden, è come se Dio ci ricreasse nuovamente, ci riportasse ad un tempo zero, ma non è possibile tornare nel paradiso terrestre ora, sarà il dono finale, la promessa realizzata. E’ la metafora della parabola del figliuol prodigo, anche se leggermente diversa in parte, Dio Padre ci ha atteso ogni giorno, poi ha smesso di aspettare ed ha deciso di venirci incontro sacrificando per noi, tutti suoi figli, il Primogenito per salvare tutti gli altri. Ci riporta alla mente anche il racconto di Abramo ed Isacco del VT. Ma Dio non si erge mai a giudice dei Suoi figli.....li ama, li ama tutti e spera sempre che ognuno di loro torni a casa per poterlo riabbracciare e ricominciare la vita assieme là dove si era interrotta. E’ la realizzazione del sogno di ognuno, poter rinascere a vita nuova......poter ricominciare da capo e Dio ci dà questa possibilità con un atto di grande Amore paterno e di misericordia......ma anche di pazienza, sì perchè non tutti siamo pronti alla Sua chiamata, ma Lui ci aspetta sempre, ci attende come hanno fatto i nostri genitori quando iniziando a crescere facevamo tardi e ci aspettavano alla finestra di casa, in piedi svegli e preoccupati per noi! E’ la fede che ci deve aiutare per illuminarci, per aiutarci a riconoscere la “strada di casa”, trovando già qui la realizzazione di nuovo dell’Eden, anticipazione di quella vita che ci aspetta quando torneremo un giorno a ricongiungerci con tutti i nostri cari alla Casa del Padre!