FERIA DEL TEMPO DI NATALE DOPO L'EPIFANIA
Gesù insegna
Giovedì
10 gennaio – S. Pietro Orsoleo (Doge di Venezia ed abate)
Dal vangelo
secondo Luca (Lc 4, 14-22)
In
quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama
si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano
lode. Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato,
entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta
Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del
Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha
mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la
liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e
proclamare l’anno di grazia del Signore». Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò
all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di
lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi
avete ascoltato». Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle
parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.
Spunto
di meditazione e di preghiera personale: Gesù - secondo quanto
ci racconta l’Evangelista Luca - tra i primi atti della sua vita pubblica mette
in atto una visita a Nazaret, cittadina in cui è cresciuto e dove tutti lo
conoscono: è indubbiamente un atto di amore per i suoi compaesani, per chi per
decenni ha condiviso con Lui la quotidianità, con Lui ha ascoltato la Parola
nella sinagoga locale, con Lui ha pregato invocando il Dio di Israele, insieme
a Lui è stato protagonista della vita quotidiana di quel luogo sperduto.
A quelle persone
- che per Gesù hanno tutte un volto ben definito ed un nome preciso - in
sinagoga, quel sabato il loro concittadino fa una rivelazione sorprendente: la
profezia messianica di Is 61, 1-2 (che loro sicuramente avevano ascoltato molte
volte) si stava compiendo, letteralmente, “nei
loro orecchi”. Vale a dire: nell’atto di sentirla proclamata, quel giorno,
quella Parola si stava realizzando in loro, in Israele: il Messia era presente,
era lì davanti, annunciava se stesso!
Le affermazioni
di Gesù suscitano stupore - pare di sentirli i Nazaretani: ma che strano… qualcosa di nuovo, di inaudito c’è, in questo nostro
‘ragazzo’! qualcosa di straordinario … ma come è possibile?… - che ben
presto diventerà sconcerto, confusione. Ma non sono i soli.
Posso credere che
Gesù abbia scelto proprio me per farsi conoscere nella Sua vera identità? Che
mi abbia considerato così importante da mettermi dentro i segreti della Sua
vita? Che abbia pensato a me per primo, quando ha deciso di svelare il Suo
mistero? Dalla risposta a questa domanda dipende tutto, nella nostra vita.
Per i suoi
compaesani, questa rivelazione improvvisa era stupefacente, e non solo… Ci
ricordiamo Zaccaria? Non è stato l’unico a dubitare… Come è difficile credere
ad una buona notizia! E come è più facile schermarsi dietro affermazioni del tipo: “tanto non
cambierà nulla”, “questo qui? so già cosa
che mi dirà!”, e simili…
