venerdì 11 gennaio 2013


FERIA DEL TEMPO DI NATALE DOPO L'EPIFANIA

Gesù guarisce 


Venerdì 11 gennaio - Beato martire don Francesco Rogaczewski (sacerdote Polacco)
Dal vangelo secondo Luca (Lc 5, 12-16)
Un giorno, mentre Gesù si trovava in una città, ecco, un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò dinanzi, pregandolo: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». Gesù tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato!». E immediatamente la lebbra scomparve da lui. Gli ordinò di non dirlo a nessuno: «Va’ invece a mostrarti al sacerdote e fa’ l’offerta per la tua purificazione, come Mosè ha prescritto, a testimonianza per loro». Di lui si parlava sempre di più, e folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro malattie. Ma egli si ritirava in luoghi deserti a pregare.


Spunto di meditazione e di preghiera personale:  «Signore, se vuoi, puoi purificarmi!» Che bello questo grido, questa invocazione carica di speranza e di fiducia! L’uomo malato di lebbra (‘coperto’, cioè totalmente devastato dal male) usa un verbo - ‘purificare’, al posto del più comune ‘guarire’ che ci saremmo aspettati - scelto non a caso. Questo termine fa riferimento all’impurità rituale che era associata alla lebbra (cf. p. es. Lv 13: un intero capitolo di questo libro dell’A. T. è dedicato a questa malattia, da sempre considerata spaventosa e gravissima, incurabile fino a tempi piuttosto recenti). Per questa ragione la lebbra si presta molto bene ad essere immagine del peccato, della deformità che ci sfigura e distrugge in noi l’immagine del nostro Creatore, di cui si parla in Gn 1,26. Sembrerebbe quasi che per questo lebbroso la limitazione che pesa di più, l’aspetto più gravoso della sua malattia, sia il fatto di essere ritualmente impuro, “tagliato fuori” dal rapporto con Dio (e quindi dalla comunità dei credenti).