domenica 27 gennaio 2013



III  Settimana del Tempo Ordinario


 Satana è finito



Lunedì 28 gennaio – S. Tommaso D’Aquino, sacerdote e dottore della Chiesa

Dal vangelo secondo Marco (Mc 3,22 - 30)

In quel tempo, gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni».  Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna».  Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».

Spunto di meditazione e di preghiera personale


Ancora una volta gli scribi tentano di screditare Gesù, affermando che solo colui che è il capo dei demòni può scacciare i suoi simili. Non vogliono e non possono riconoscere in Gesù il Figlio di Dio, che opera con lo Spirito Santo per invocazione del Padre Celeste. Ma il Messia ribalta subito la questione attraverso una parabola che è anche espressione di un ragionamento logico: “in quale regno il re scaccerebbe mai i suoi fedeli sudditi? – ed ancora- se una casa è divisa non può rimanere in piedi”. In realtà, dice Gesù, il maligno cade perché ha trovato di fronte "uno più forte di lui", che lo ha vinto, lo ha neutralizzato. Ma le parole di Gesù sono ancora più profonde e illuminanti per il nostro animo, ci spronano a mantenerci saldi nella fede, solo così saremo in grado di allontanare da noi le tentazioni. Avere fede significa anche mantenere un atteggiamento positivo nei confronti della vita stessa, in cui Dio è il vero protagonista, dove il bene prevale sul male, la luce sull’ombra oscura del peccato. Gesù si conferma come nostro sostegno contro il male e come colui che è sempre pronto a usare misericordia a tutti coloro che si affidano a Lui chiedendo perdono con il cuore per l’errore commesso; ma ammonisce anche i duri di cuore e chi persevera nel negare l'azione del Padre nel Figlio, nella bestemmia che è la negazione dello Spirito, nel peccato di ribellione contro Dio, che si traduce in auto-esclusione dalla salvezza.